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domenica 29 maggio 2016

Il Romanticismo

Il romanticismo è un movimento artistico dai contorni meno definiti rispetto al neoclassicismo. Benché si affermi in Europa dopo che il neoclassicismo ha esaurito la sua vitalità, ossia intorno al 1830, in realtà era nato molto prima. Le prime tematiche che lo preannunciavano sorsero già verso la metà del XVIII secolo. Esse, tuttavia, rimasero in incubazione durante tutto lo sviluppo del neoclassicismo, per riapparire e consolidarsi solo nei primi decenni dell’Ottocento. Il romanticismo ha poi cominciato ad affievolirsi verso la metà del XIX secolo, anche se alcune sue suggestioni e propaggini giungono fino alla fine del secolo.
Il romanticismo è un movimento che si definisce bene proprio confrontandolo con il neoclassicismo. In sostanza, mentre il neoclassicismo dà importanza alla razionalità umana, il romanticismo rivaluta la sfera del sentimento, della passione ed anche della irrazionalità. Il neoclassicismo è profondamente laico e persino ateo; per contro il romanticismo è un movimento di grandi suggestioni religiose. Il neoclassicismo aveva preso come riferimento la storia classica; il romanticismo, invece, guarda alla storia del medioevo, rivalutando questo periodo che, fino ad allora, era stato considerato buio e barbarico. Infine, mentre il neoclassicismo impostava la pratica artistica sulle regole e sul metodo, il romanticismo rivalutava l’ispirazione ed il genio individuale.
È da considerare, inoltre che, mentre il neoclassicismo è uno stile internazionale, ed in ciò rifiuta le espressioni locali considerandole folkloristiche, ossia di livello inferiore, il romanticismo si presenta con caratteristiche differenziate da nazione a nazione. Così, di fatto, risultano differenti il romanticismo inglese da quello francese, o il romanticismo italiano da quello tedesco, e così via.
Il romanticismo, in realtà, a differenza del neoclassicismo, non è uno stile, in quanto non si fonda su dei principi formali definiti. Esso può essere invece considerato una poetica, in quanto, più che alla omogeneità stilistica, tende alla omogeneità dei contenuti. Questi contenuti della poetica romantica sono sintetizzabili in quattro grandi categorie:
1. l’armonia dell’uomo nella natura
2. il sentimento della religione
3. la rivalutazione dei caratteri nazionali dei popoli
4. il riferimento alle storie del medioevo.
Uno dei tratti più caratteristici del romanticismo è la rivalutazione del lato passionale ed istintivo dell’uomo. Questa tendenza porta a ricercare le atmosfere buie e tenebrose, il mistero, le sensazioni forti, l’orrido ed il pauroso. L’artista romantico ha un animo ipersensibile, sempre pronto a continui turbamenti. L’artista non si sente più un borghese ma inizia a comportarsi sempre più in modo anticonvenzionale. In alcuni casi sono decisamente asociali e amorali. Sono artisti disperati e maledetti che alimentano il proprio genio di trasgressioni ed eccessi.
L’artista romantico è un personaggio fondamentalmente pessimista. Vive il proprio malessere psicologico con grande drammaticità. E il risultato di questo atteggiamento è un arte che, non di rado, ricerca l’orrore, come in alcuni quadri di Gericault che raffigurano teste di decapitati o nelle visioni allucinate di Goya quali «Saturno che divora i figli».
L’arte romantica riscopre anche la sfera religiosa, dopo un secolo, il Settecento, che era stato fortemente laico ed anticlericale. La riscoperta dei valori religiosi era iniziata già nel 1802 con la pubblicazione, da parte di Chateaubriand, de Il genio del Cristianesimo. Negli stessi anni iniziava, soprattutto in Germania, grazie a von Schlegel e Schelling, una concezione mistica ed idealistica dell’arte intesa come dono divino. L’arte deve scoprire l’anima delle cose, rivelando concetti quali il sentimento, il religioso, l’interiore. Il primo pittore a seguire queste indicazioni fu il tedesco C. D. Friedrich. Questo interesse per la dimensione della interiorità e della spiritualità umana portò, in realtà, il romanticismo a preferire linguaggi artisti non figurativi, come la musica e la letteratura o la poesia. Queste, infatti, sono le arti che, più di altre, incarnano lo spirito del romanticismo.                           
                                                         


                                                                                                   Carlotta Scipioni

sabato 14 maggio 2016

concorso grafico "il cibo è gioia"
rielaborazione di un dipinto di Monet



rielaborazione del dipinto
 "Viandante sul mare di nebbia"
di Caspar Friedrich








venerdì 29 aprile 2016

Pablo Picasso

Pablo Ruiz Picasso nasce a Malaga, in Spagna. 
Dal padre insegnante nella locale scuola d‘arte eredita la passione per l’arte e apprende le basi per la pittura ed il disegno.
I suoi studi proseguono a Barcellona dove realizza i primi quadri ottenendo un discreto successo.I numerosi viaggi a Parigi ,dove nel 1904 si stabilirà,fanno si che i primi quadri siano influenzati dal gusto post-impressionista e soprattutto da Touluse-Lautrec. 
nella foto: un giovane Pablo Picasso
nel suo studio a Parigi
Nel 1901 prende avvio il suo periodo blu che diventerà periodo rosa dal 1905 al 1909. Nel periodo blu i soggetti sono malinconici, 
rappresentati nella loro tristezza e malinconia espressa dal colore blu e dai toni freddi; il periodo rosa è caratterizzato dall’utilizzo di toni più caldi e dalla rappresentazione di soggetti circensi.
Nel 1907 inizia la sua ricerca cubista, che prende le mosse dalla conoscenza dell’arte romantica spagnola e dalle maschere africane che lo affascinano per la loro essenzialità nelle forme .
Per diversi anni continua con l’approfondimento di questa concezione della realtà che vede i soggetti dei suoi raffigurati da vari punti di vista, andando oltre la divisione tra figura e sfondo. 
La sua geniale personalità lo porta a considerare il cubismo come l’avvio per una vasta serie di opere che sviluppano parallelamente strade diverse.Egli esplora infatti tutte le varie tecniche pittoriche (inserendo per la prima volta nei suoi quadri degli oggetti reali come la carta di giornale) e tutte le tecniche scultoree dal bronzo alla ceramica all’assemblaggio dei materiali di recupero.   
Picasso concepisce l’arte anche come impegno politico che manifesta soprattutto nella realizzazione di due opere rappresentanti gli orrori della guerra:l’enorme tela Guernica e la Cappella della pace  di Vallauris. 
Per la sua grandezza e versatilità viene considerato il pittore più rappresentativo del Novecento, e sicuro punto di riferimento di tutti gli autori futuri per la sua concezione innovatrice dell’arte.


Carlotta Scipioni





    















lunedì 11 aprile 2016

Il Delitto Matteotti





Il delitto Matteotti fu essenzialmente l’omicidio (involontario secondo le testimonianze degli uccisori, che facevano parte della polizia segreta fascista ) del deputato socialista Giacomo Matteotti; in seguito alla sua dichiarazione in parlamento sui brogli elettorali, ma ancor di più sulla Sinclair Oil. Il 30 maggio 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti pronunciò alla Camera un duro discorso contro il governo, accusandolo direttamente di essere il responsabile dei soprusi che avevano accompagnato tutto il periodo elettorale finanche il giorno delle elezioni. Un discorso che animò il Parlamento e che si concluse con una diretta e inequivocabile richiesta: “Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni”.Qualche giorno dopo, il 10 giugno 1924, l’onorevole Matteotti fu picchiato e rapito dai fascisti all’uscita della sua abitazione di Roma, a piazzale Flaminio, e poi ucciso; il suo cadavere venne ritrovato solo diverse settimane dopo nel bosco della Quartarella a Riano, dove Ovidio Caratelli con il suo cane ritrova degli indumenti di Matteotti. Si pensa che il ritrovamento di questi abiti fosse premeditato per evitare il divulgarsi della notizia. Non si seppe più nulla, invece, della sua borsa piena dei documenti che dovevano essere alla base del discorso che il deputato avrebbe dovuto pronunciare alla Camera: le prove della corruzione e dei traffici in cui il fascismo era coinvolto in particolare Arnaldo Mussolini il fratello del duce con la Sinclair Oil. La diffusione della notizia ebbe portata europea e urtò violentemente contro le basi del governo  appena costituitosi. Anche tra i fascisti si aprì una crisi perché l’omicidio Matteotti non solo metteva in cattiva luce i sostenitori del fascismo agli occhi dell’opinione pubblica, ma richiamava l’attenzione sul più generale problema politico italiano. Non furono certamente pochi che iniziarono a porsi domande intorno all’origine del potere assunto dal partito fascista, alla sua legittimità, all’effettiva sicurezza che esso poteva dare o, come aveva promesso, garantire. Dopo l’assassinio di Matteotti i deputati dell’opposizione decisero di non partecipare più ai lavori del Parlamento (la cosiddetta “secessione dell’Aventino”), ma questa radicale protesta non scalfì il consolidamento del potere del fascismo. Mussolini chiuse questo caotico periodo con il famoso discorso tenuto alla Camera dei deputati il 3 gennaio 1925, con il quale si assunse “la responsabilità politica, morale e storica” di quanto era avvenuto in Italia negli ultimi mesi, discorso che è ritenuto dagli storici l’atto costitutivo del fascismo come regime autoritario. Il 24 giugno 1924 alle 16,20 a palazzo Madama si apre un dibattito riguardo al delitto Matteotti, cosi come il 26 giugno, il 27 giugno a palazzo di Giustizia, l’8 luglio al Viminale,e così via.  Via Flaminia località Quartarella, 16 agosto 1924 ore 9 viene annunciato il ritrovamento della giacca di Matteotti, inseguito scritto un verbale nel quale Cadolino Carlo Enrico Eugenio funzionario di PS nella Questura di Roma, Pallavicini Domenico capitano dei RRCC, Opezzo Pilade tenente dei RRCC riferiscono ognuno per la parte che alle ore 8 del mattino Ovidio Caratelli, di anni 26, brigadiere dei CC di Orte in licenza a Riano,nel compiere personali  ricerche sul cadavere dell’onorevole Matteotti, in correlazione al rinvenimento della giacca dell’onorevole al 18° KM della Via Flaminia,e conseguenti indagini ufficiali incorso sui luoghi, ha rinvenuto, tramite segnali dal proprio cane delle ossa umane seppellite in un terreno sommosso. Scavò il terreno con l’ausilio del cantoniere Conti Geremia fu Francesco, di anni 48 , che ritrovò il cadavere di Matteotti. Il cadavere si trovava a circa 130 metri dalla via Flaminia, e situato a 15 km dalla boscaglia, in un terreno con terra mossa perché già servita ad uso di carbonai. Il cadavere che si trovava al principio del bosco della Quartarella, a Riano, era posizionato sul fianco destro e al lato destro del torace una lima. Del cadavere di Matteotti, seppellito sommariamente nel bosco della Quartarella, esposto alle intemperie degli animali selvaggi restavano il cranio e poche ossa,in seguito una perizia constatò che il cadavere era stato violentemente pressato nella fossa, troppo piccola per ospitarlo. Alcuni giorni prima sempre nei pressi della Quartarella alcuni brigadieri avevano trovato degli indizi che potevano portare al ritrovamento del cadavere dell’onorevole Matteotti: il 12 agosto un cantoniere,all’altezza del 18° km della Flaminia, aveva trovato in un chiavi cotto la giacca intrisa di sangue di Matteotti, scomparsa due mesi indietro dalla valigia di Dumini. Mercoledì  13 agosto nella stessa fogna al 18° km un brigadiere dei carabinieri aveva ritrovato una manica strappata. Secondo gli studiosi la figura di caratelli è definita equivoca e contraddittoria, infatti inizialmente attribuisce tutto il merito del ritrovamento al suo cane, ma quando velia Matteotti chiede di acquistare il cane del ritrovamento, il cosiddetto cane Trapani, Ovidio Caratelli risponde con una confidenza che gela Velia ovvero :  <<Ma il cane c’entra come il cavolo merenda!>> . Secondo le considerazioni di alcuni storici il ritrovamento del cadavere di Matteotti, un omicidio che aveva scosso l’Italia, avvenne il 16 agosto, senza clamori, sotto il freddo e intenzionale controllo del regime fascista, forse anche Mussolini stesso. Un dato certo è che la valigetta che l’onorevole portava con se, nella quale erano contenuti i documenti che provavano tutte le irregolarità del regime fascista e i dati certi dell’affare con la Sinclair oil vennero persi. I resti del deputato ucciso furono lavati e depiosti su un lenzuolo bianco e e furono portati nella camera mortuaria di Riano. Tre giorni dopo per desiderio della vedova Velia,Giacomo Matteotti fu seppellito nel cimitero di Fratta Polesine, sua città Natale.

                                                                                               Carlotta Scipioni